Matteo's profileMusiteo, un mondo di suo...PhotosBlogListsMore ![]() | Help |
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January 20 Il discorso di ObamaMi sembra doveroso inserire il discorso di Obama, il presidente di un paese in cui lo stesso non ha paura di giurare di fronte al capo dei giudici... Cari concittadini, mi trovo qui oggi con l’umiltà per il compito che è davanti a noi. Ringrazio il presidente Bush per il servizio alla Nazione Quarantatre americani hanno giurato prima di noi. Il compito che mi è stato affidato viene dal sacrificio dei nostri antenati. Il fatto che siamo nel mezzo di una crisi è ben noto, la Nazione è in guerra. I dati della crisi sono ben noti a tutti noi ed è una situazione figlia di avidità e irresponsabilità. Si apre una nuova era di responsabilità. Le sfide che dobbiamo affrontare sono reali, gravi e numerose. Useremo le tecnologie, costruiremo ciò che serve e creeremo posti di lavoro. Gli Stati Uniti annienteranno lo spettro del surriscaldamento del pianeta e ridaranno alla scienza la sua giusta collocazione Sappiate questo Americani, tutti i problemi saranno affrontati.
Siamo qui oggi perchè abbiamo scelto la speranza sulla paura. Ci siamo
riuniti per porre fine alle lamentele meschine e alla false promesse,
alle recriminazioni e ai dogmi consumati che per troppo tempo hanno
strangolato la nostra politica. Restiamo una nazione giovane. Ma è il
momento di mettere da parte le cose infantili. Bisogna rimboccarsi le
maniche per ricostruire l’America, perchè dovunque guardiamo c’è lavoro
da fare. A partire da oggi dobbiamo rimetterci in moto per rifare
l’America. Oggi io vi dico che le sfide che abbiamo dinanzi sono reali:
che sono serie e che sono tante. Non le affronteremo facilmente nè in
breve tempo. Ma sappiate questo: America, (queste sfide) le
affronteremo. Per la sicurezza respingiamo la falsa alternativa tra ideali e sicurezza. I nostri padri hanno steso una carta con i diritti per tutti. L’America è una nazione per ciascun uomo, donna, bambino che cerchi un futuro di opportunità. Siamo pronti a guidare il mondo di nuovo. Siamo più uniti di prima, più forti di prima per affrontare e battere il terrorismo. Ai terroristi dico: non durerete più a lungo di noi, vi sconfiggeremo. Al mondo musulmano: cerchiamo un modo per andare avanti basato sul rispetto reciproco e sul reciproco interesse. Ai leader che cercano di dare le colpe all’Occidente, sappiate che il vostro popolo vi giudicherà per quello che farete. Anche se mostrerete il pugno, noi vitenderemo la mano. Ai popoli delle nazioni povere: c’impegnamo a lavorare con voi per dar da mangiare a tutti. E alle altre nazioni che vivono a un alto livello di benessere diciamo che non possiamo più permetterci di vedere questa povertà. Il mondo è cambiato e noi dobbiamo cambiare con lui Sessant’anni fa un nero non sarebbe stato servito in un bar. Oggi può pronunciare il discorso più solenne. Dio bendeica gli Stati Uniti d’America. January 04 TESI Il titolo ha una doppia accezione, sicuramente voglio aggiornare chi legge sul fatto che ho scritto le prime dieci pagine della mia tesi e sono abbastanza soddisfatto: mercoledì ho l'incontro con il nuovo docente che mi seguirà, visto che quello vecchio sta per partire in USA e vorrei laurearmi in questo secolo... Il secondo significato si riferisce alla tensione, quella che mi prende ogni volta che devo fare una cosa da grandi. Intendiamoci: ho 29 anni, sono sposato, ho già avuto due case, ho comprato la macchina e sto facendo delle scelte importanti per la mia vita, oltre al fatto che scrivere una tesi significa laurearsi; però ogni volta che devo fare qualcosa con i soldi mi prende l'ansia di non farcela, di sbagliare i conti e rimanere tirato per il collo... Sto cercando di cambiare casa e, per quanto so che non rimango sotto un ponte se non ci riesco perchè al massimo resto nella mia, il fatto di dover ragionare sui soldi mi mette sempre un po' di preoccupazione. Anche se l'esperienza mi dice che in qualche modo ce l'ho sempre fatta... December 29 piccola citazione Da: "il razzismo spiegato a mia figlia" di Tahar Ben Jalloun “…non avevo visto che lineamenti africani e una pelle di colore molto scuro. ‘perché pensi che sia olandese?’ chiesi a mia figlia. ‘Beh,’ mi dice lei, ‘perché porta gli zoccoli’. Mi volto indietro e, in effetti, il giovanotto portava gli zoccoli. La cosa mi ha riscaldato il cuore.” December 26 BUON NATALE Un caro augurio di buon Natale e felice anno nuovo a tutti coloro che capiteranno in questo blog. Baci a tutti, Teo. December 04 Concerto ad Affori Questi sono i collegamenti ai video della banda di palazzolo, quella con i miei allievi... Abbiamo suonato al concerto ad Affori... Un successone http://it.youtube.com/watch?v=ZSpOwYYB12E http://it.youtube.com/watch?v=Yv4M2IpePRg http://it.youtube.com/watch?v=gsTf2iomcow http://it.youtube.com/watch?v=SYoKGP4vWTw November 24 60° anniversario del corpo musicale santa cecilia Sabato sera c'è stata la festa per i sessant'anni della banda di Novate milanese: uno spettacolo bellissimo, ci siamo divertiti tantissimo, abbiamo suonato, riso, qualcuno ha pure recitato. Il comitato organizzatore ha fatto un lavoro fantastico creando una struttura di grande qualità nella quale tutti noi ci siamo inseriti e abbiamo dato ognuno il proprio apporto per renderla una festa indimenticabile. La banda di Novate è proprio un ambiente che mi piace, fatto di gente appassionata di musica e con tanta voglia di stare insieme e divertirsi. Inoltre il presidente e i collaboratori sono persone di grandissimo cuore, che mettono passione in ciò che fanno e che credono davvero che la musica può fare tanto per i ragazzi in un mondo un po' povero di ideali e di passioni. Sono proprio contento!!!! MA QUANTO E' BELLO SUONARE???? November 18 Sweet lullaby (ovvero quanto è bast***o l'occidente) Cercando materiale per la mia tesi e, in particolare, leggendo il testo di Maurizio Disoteo intitolato "antropologia della musica per educatori", mi sono imbattuto in questa storia un po' triste, che dimostra ancora una volta quanto l'occidente abbia intaccato la vita di popoli che non avevano chiesto a nessuno questa intrusione, ma soprattutto lo scarso rispetto che spesso ha la nostra cultura per le culture "altre", quelle considerate del terzo mondo. Tra la fine degli anni '60 e l'inizio dei '70, l'etnomusicologo Hugo Zemp registrò sull'isola di Malaita, in Melanesia, una ninna nanna cantata da una donna di nome Afunakwa, dal titolo Rorogwela. La registrazione, oggi molto nota e che si può sentire all'inizio del video che ho inserito nel blog, venne pubblicata in un disco edito dall'Unesco e, nel 1992 fu inserita nel disco Deep Forest della Celine Music (guarda caso una divisione della Sony). Il disco ebbe un grande successo e il brano fu ribattezzato "Sweete lullaby" e venne usato in diverse pubblicità tra cui quella di una nota bevanda gassata di colore nero e piena di caffeina... La sorpresa (che non è una sorpresa) in tutta questa storia è che i melanesiani non hanno avuto un centesimo per questo loro prodotto musicale, ma soprattutto non hanno avuto nessuna voce in capitolo nei confronti dei rimaneggiamenti e dei remixaggi fatti sulla LORO canzone per renderla più ascoltabile all'orecchio occidentale... In sostanza depredati di un'opera dell'intelletto... Forse da loro la SIAE non esiste ancora, o forse non vale la pena difendere i diritti d'autore di chi non può contare su potenti mezzi economici e militari... A voi il giudizio su questa bella figura del mondo "civilizzato". November 15 diploma premio creativo...November 12 Guccini live 2008 Ieri sera siamo stati al concerto di Guccini al Forum: una serata indimenticabile, tra le lacrime per "un vecchio e un bambino" e "Cyrano" (quest'ultima perchè sono ancora innamorato pazzo della mia tata e non so ancora perchè abbia scelto me) e la dedica al "compagno" Ignazio La Russa per il Brano Auschwitz... Una serata memorabile perchè lui è fantastico, con una voce e un animo che ti scaldano il cuore, con la grinta e l'irriverenza di chi ha ancora tanta voglia di dire quello che ha dentro. November 10 andate a vedere qua..."Andrea Canevaro: la Gelmini demolisce la scuola e crea sudditi docili." di Claudio Messora | pubblicato il 11/10/2008
Tieniti aggiornato: http://www.byoBlu.com Miryam Makeba L'ho saputo solo adesso, e sono ancora scosso. Eri un simbolo, una gran donna e una grandissima musicista. Sto ascoltando the lion cries, la tua versione del leone. L'ho fatta cantare tante volte ai miei bimbi, ho fatto ballare loro anche questa versione. Ti piange l'Africa, ma anche tutti coloro che la amano e che amano la sua musica. Un dolce ricordo per te. Ciao Mama Africa November 03 danza della fata confetto (o come cavolo si chiama) Ieri sera ero disperato, sto preparando con i miei bambini di quinta uno spettacolo su Peter Pan: ebbene si! l'idea non è originale, ma mi è piaciuto talmente tanto il musical con Manuel Frattini e le musiche di Bennato che ho voluto proporre ai miei bambini un percorso musicale ispirato a quello. La disperazione derivava dal fatto che avevo pensato di far ballare al gruppo delle fatine una breve danza sulla musica di Tchaicovsky (si scriverà così?) "The dance of the fairy plum", l'unico problema è che non sono un coreografo e non avevo la più pallida idea di cosa far ballare a un gruppo di bimbe molto eterogeneo e soprattutto formato da bambine che non fanno danza come attività extra scolastica. Per fortuna mi è venuta in aiuto la mia grandissima cognatina (insegnante RAD) che mi ha dato degli ottimi suggerimenti per rendere la coreografia bella, ma nello stesso tempo semplice da eseguire. Insomma oggi l'ho provata e alle fanciulle è piaciuta molto... Pfuiii, anche stavolta l'ho scampata bella... Grazie Dany October 30 no alla riforma In questo caso faccio parlare le immagini, guardatevi le foto... Dico solo che è stata una bellissima manifestazione, pacifica e tranquilla, con canti, slogan e balli, senza violenze, tutti insieme, nonostante quello che potranno scrivere October 27 INTERCULTURALITA' Credo sia inutile fare tanti discorsi sull'educazione interculturale, creare progetti e stanziare fondi, quando non si ha bene in mente l'obiettivo da raggiungere. Mi spiego meglio: bisogna chiarire se fare educazione interculturale significa insegnare agli stranieri la nostra cultura e forzarli ad accettarla incondizionatamente oppure educare i nostri ragazzi a capire ed accettare i comportamenti un po' strani di chi arriva da un'altra parte, insegnando loro ad accogliere e, a volte, ad apprezzare la diversità. Io penso si debba cercare una giusta commistione di entrambe le cose: secondo me una buona educazione interculturale è quella che permette ai ragazzi stranieri di comprendere ed accettare la cultura da cui vengono ospitati, perchè comunque saranno costretti a confrontarsi con essa se intendono rimanere in quel paese, ma è altrettanto necessario che i ragazzi "autoctoni" siano preparati ad accogliere la diversità come una ricchezza da cui imparare per non avere paura dell'altro e per vincere la diffidenza. Troppo spesso i nostri ragazzi parlano per sentito dire, usano frasi fatte sentite magari in casa senza essere un minimo critici nei confronti di ciò che sentono; dobbiamo insegnare loro a vincere il pregiudizio, a non considerare il diverso negativo o brutto solo perchè diverso, ma a cercare di conoscerlo perchè lo sconosciuto diventi conosciuto, per riuscire a vivere realisticamente in una società dove non esiste più (se mai fosse esistita) la cultura pura, ma un meltin pot in cui culture, musiche, religioni e lingue si incontrano e si confrontano per arricchirsi a loro volta nella loro unicità. October 21 Marcia vs. samba Oggi ero alla scuola materna e facevo svolgere ai miei bimbi un semplice gioco di coordinazione e movimento. Dovevano semplicemente camminare quando io suonavo il tamburo e fermarsi quando il tamburo era zitto. All'inizio ho suonato un tempo di marcia, quello tipico delle bande insomma: i bambini hanno cominciato a marciare tutti quasi istintivamente col passo dell'oca...(quello tipico dei soldati nazisti, sob...). Allora, dopo aver fatto lo stesso tempo ancora un po' di volte sempre con lo stesso risultato, ho deciso di cambiare ritmo. Con mia somma sorpresa ho notato che mentre suonavo al ritmo di samba i bambini hanno iniziato a camminare molto tranquillamente e a seguire con molta più attenzione tutta l'attività. Dopo un'attenta analisi della situazione ho tratto queste conclusioni: se le bande militari suonassero la samba invece delle marce sicuramente ci sarebbero meno guerre... :-) :-) :-) October 20 Un pomeriggio speciale Non è di quelli che ti lasciano senza fiato perché fuori dall'ordinario, ma è stato un pomeriggio veramente bello. Intanto a pranzo ho mangiato i pizzoccheri di mia sorella che da soli fanno già morale, ma dopo pranzo è arrivato il bello. Siamo andati io, Miryam, Daniela e famiglia, Gloria e famiglia ( in tutto 9 persone...) nella nuova struttura tipo luna park che c'è a Cinisello. La cosa spettacolare è stata che c'erano tutti i miei nipotini al completo: Giulia la puzzola con le sue gioia e intelligenza tipiche dei suoi quattro anni (e forse anche un po' più che tipiche), Samuele, detto simpatia, col suo sorriso che ti stende e infine Marta la paperotta con una faccia da piccola teppista di periferia che ti vien voglia di morderle le guance... Abbiamo fatto un semplice giro col calesse e abbiamo portato i bambini sui giochini del parco, ma è stato davvero un bel momento insieme. Mi ha lasciato in bocca un buon sapore. Tanto per finire in bellezza faccio una proposta: "dai che vi offro un caffè così ci scaldiamo un po'"... Risultato, da buoni italiani non ordiniamo 5 comunissimi caffè, ma: uno normale, uno lungo, due macchiati e un marocchino... Buon inizio di settimana a tutti... October 16 Iniziare una tesi Ragazzi... pensavo fosse una cosa più semplice. O meglio, io so che quando partirò poi dovrò tenere il freno a mano per non scrivere mille pagine delle sessanta massimo che posso fare, ma adesso devo iniziare... E' come quando devi spostare un mobile, il primo sforzo è il peggiore; per intenderci ora sono al livello in cui devo individuare la bibliografia, organizzare il lavoro, capire cosa leggere e cosa lasciar perdere per non bruciare il poco tempo che ho. L'altro problema è un'ambivalenza fastidiosa tra il volerci mettere poco tempo e il voler fare un buon lavoro: aspetti che so, per esperienza, praticamente mai conciliabili. Intanto ho ordinato due libri di Maurizio Disoteo, uno studioso di interculturalità, ma anche e soprattutto di musica. Ah ecco! Non vi ho detto quale sarà l'argomento della tesi: diciamo che sono forse un po' presuntuoso, perchè vorrei, a partire anche dalle mie esperienze professionali nella scuola e dai miei laboratori, parlare di come può aiutare i ragazzi ad essere più pronti e accoglienti verso la diversità il lavorare con la musica etnica o comunque con musiche che si rifanno a culture altre e diverse. In pratica si può far capire ai ragazzi che le persone sono diverse culturalmente e magari hanno modi diversi di esprimersi proprio come sono diverse le musiche del mondo, anche se tutte hanno radici comuni nelle loro funzioni: divertirsi, comunicare o pregare... Per oggi basta, vi tengo aggiornati. October 07 DIALOGO NEL BUIO09/12/2002 RIPESCO UN MIO PENSIERO DI QUALCHE TEMPO FA, TUTT'ORA VALIDO
CI VEDIAMO DOMANI
OVVERO: la lingua non è fatta per i ciechi
Martedì 3 dicembre abbiamo visitato la mostra "dialogo nel buio" presso il palazzo reale. Per me è stata un'ulteriore occasione per rendermi conto del paradosso che sta dietro alla lingua parlata. Al mattino, infatti, primo, infelice, gioco di parole: "Ciao J, visto che oggi c'è brutto tempo dovremo stare attenti". Ci avviamo felici con lo scudo fiat di papà e gli equivoci linguistici non sono ancora finiti poiché dico a J che sono molto incuriosito ed eccitato per la mostra che andremo a vedere. Dopo la visita al museo egizio, per la verità molto affrettata e poco apprezzata dai ragazzi, data la superficialità con cui la guida è stata costretta a spiegarsi (per non parlare del fatto che J non ha capito molto di quello che spiegava una "macchinetta impazzita" CHIAMATA "GUIDA" riguardo ad oggetti che potevano solo essere visti), arriviamo finalmente a Palazzo Reale per cominciare la visita (parola che, tra l'altro, deriva comunque dalla radice di vedere). La frase d'esordio alla biglietteria, ovviamente è: " J guarda che vado a lasciare il cappotto, aspettami! (e dove poteva andare!) ". La visita alla mostra è davvero interessante, le guide, tutte non vedenti, sono molto premurose nello spiegare le sensazioni e lo stato d'animo con cui è il caso di affrontare quello che per noi privilegiati è solo un gioco. Ormai siamo alle cozze, uscito contentissimo dalla mostra, mi dichiaro soddisfatto di ciò che ho visto, ringrazio le guide e li saluto con un bell'arrivederci e me ne torno a casa concludendo la felice giornata con un altrettanto felice "ci vediamo domani" ad uno J fortunatamente troppo ingenuo per cogliere il paradosso, o forse ormai rassegnato all'idea di vivere in un mondo di marziani.
Conclusioni
Ovviamente in questo testo ho voluto prenderla molto scherzosamente, ma questa visita mi è davvero servita a comprendere meglio le difficoltà di chi, molto meno fortunato di me, non può vedere le bellezze che ci circondano e deve comunque dipendere sempre dagli altri e fidarsi ciecamente di loro. UN VAGO SENSO DI INCOMPLETEZZAAttraversando la vita delle altre persone, tutti lasciamo un’impronta del nostro passaggio. Ci sono persone che lasciano impronte un po’ più profonde, non perché facciano più di altre, ma per la forza della loro presenza. Tu eri una di queste, la tua impronta è la famiglia che hai costruito con amore e determinazione, il ricordo che in loro hai lasciato, l’unione e i legami che tra tutti hai favorito e supervisionato con i tuoi occhi severi e amorevoli. Come può uno scricciolo di donnina sprigionare tutto questo? Non lo so, ma tu l’hai fatto e ciò che hai fatto resta dentro tutti noi. Hai attraversato la mia vita per pochi anni, ma la tua impronta in me è profonda e indelebile, la tua voce è ancora impressa nelle mie orecchie. Quella voce che negli ultimi giorni era ridotta a un flebile sussurro (e ti arrabbiavi se non ti capivamo) e che ha sempre dispensato saggi consigli, pungenti critiche e desiderio di unità. Mi porto dentro i sorrisi che, involontariamente, hai provocato con le tue piccole stranezze, la preoccupazione che provocavi in noi lottando contro il tempo che scorre inesorabile, il mondo d’amore che hai creato intorno a te e che adesso lasci a tutti noi come testamento spirituale. Sono sicuro che la tua famiglia saprà proseguire la tua opera, continuando a costruire mattone dopo mattone, matrimonio dopo matrimonio, bambino dopo bambino, questa piccola comunità che fino all’ultimo momento ti ha accompagnata nel tuo lungo e avventuroso viaggio. Spero che sia lungo e pieno d’amore anche il viaggio che hai intrapreso da ora in avanti e che Dio ti sostenga come ha sempre fatto. Ciao Nunziatì Matteo September 19 COSE CHE MI INFASTIDISCONOMi infastidiscono quelli che sono arrivati a Milano trent'anni fa con un sacchetto di plastica e adesso votano la Lega perché gli extracomunitari vengono a portarci via il lavoro (PIRLA! MA TUO FIGLIO ANDREBBE A RACCOGLIERE I POMODORI IN UN CAMPO A 50°? TUA FIGLIA FAREBBE LA BADANTE 24 ORE SU 24 A UNA 80ENNE A CUI DEVE CAMBIARE IL PANNOLINO - NELLA MIGLIORE DELLE IPOTESI-? LAVORERESTI IN UN CANTIERE EDILE SENZA LE PROTEZIONI PERCHE' TANTO SEI UN EXTRACOMUNITARIO E NESSUNO TI CONOSCE? MAGARI IN UN CANTIERE GESTITO PROPRIO DA CHI VORREBBE MANDARLI A CASA...)
Mi infastidiscono gli extracomunitari che vengono in Italia e fanno i delinquenti (PERCHE' ROVINANO LA REPUTAZIONE DI QUELLI ONESTI CHE VENGONO PER LAVORARE E SI FANNO N CULO COSI')
Mi infastidiscono quelli che a 70 anni fanno i chierichetti e poi se nel loro quartiere aprono un centro per i disabili si battono fino alla morte per farlo spostare (PERCHE': MICA VORRAI CHE VENGANO I MATTI NEL NOSTRO PAESE...)
Mi infastidiscono quelli che se vedono un bambino down per strada dicono "poverino"... e anche quelli che lo pensano...
Mi infastidiscono gli insegnanti che ti chiedono di portare fuori il bambino disabile perché disturba...
Mi infastidiscono gli insegnanti di sostegno che lo portano fuori senza dire niente...
Mi infastidiscono quelli che non sanno le cose, vedono solo studio aperto (quello dove metà delle notizie parlano di lui e l'altra metà di Melita o le veline...)e poi parlano di politica per sentito dire
Mi infastidiscono i politici di sinistra che per stare tranquilli si sono dimenticati qual è il loro mestiere (ROMPERE I COGLIONI FINO ALLA MORTE PER FAR RISPETTARE LA LEGGE E I PIU' PICCOLI...)
Mi infastidiscono quelli che fanno fallire Alitalia per vincere le elezioni, poi danno la colpa agli altri (E INTANTO IL GIOCHINO VALE MIGLIAIA DI POSTI DI LAVORO...)
Mi infastidiscono quelli che sanno come stanno le cose ma che, per comodità o per paura, non parlano...
Mi infastidiscono quelli che fanno troppi complimenti...
Mi infastidiscono quelli che pensano che la scuola italiana sia solo un laboratorio per provare a inventarsi una riforma del cazzo...
Mi infastidiscono tutti gli insegnanti che negli anni hanno dato modo di pensare che la cuola sia un posto dove non si fa niente e si sprecano soldi dello stato (GRAZIE A LORO ORA SIAMO DAVVERO NELLA MERDA)...
Mi infastidiscono quelli che insegnano ai propri figli l'intolleranza razziale...
Mi infastidiscono quelli che dicono che se ce l'hai con i razzisti sei razzista anche tu nei loro confronti - MAVAFFANCULO!
Mi infastidiscono quelli che guardano solo una faccia della medaglia...
INFINE...
Mi infastidiscono quelli che hanno una faccia angelica e poi vivono, predicano e praticano
L'ODIO...
UN PENSIERO A TUTTI I PICCOLI DEL MONDO... |
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